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HO SCRITTO UN LIBRO E
ORA DESIDERO PUBBLICARLO...
Se anche tu, come
me, hai questo sogno, leggi la mia storia e i miei
consigli.
Buona lettura!
Quanti
di noi hanno versato gocce di sudore, lacrime amare,
speso ore e ore, giorni e mesi di lavoro... Per un solo
scopo: riuscire finalmente a scrivere il proprio primo
libro! Iniziare è semplice, cogliere una delle tante
idee che fulminee ci attraversano costantemente il
cervello sembra uno scherzo, ma nel momento in cui
dall'idea ci tocca passare alla stesura della prima
pagina, e poi del primo capitolo e così via, le cose
cambiano! L'eccitazione che inizialmente sembrava
pervadere tutto il nostro corpo va scemando con
l'aumentare delle righe, e mantenere alta la
concentrazione non è sempre semplice, soprattutto in un
mondo come quello in cui viviamo, un'epoca fatta di
minuti contati, fatta di frastuono, confusione, stress,
lavoro... Quanti di noi hanno rinunciato? Quanti sono
partiti in quarta per poi abbandonare tutto il giorno
dopo... Eppure nella mischia c'è anche chi è riuscito a
perseverare e chi continua a tenere duro, pur di
raggiungere la fine, pur di poter vedere e toccare, le
pagine prodotte dalla propria mente e dalla propria
abilità! Non so quanti di voi abbiano avuto la fortuna
di provare questa sensazione, ma a me sembra ancora ieri
allorché portai a termine il mio primo libro. Era una
serata tranquilla, come tante... Sapevo che mancava
ormai poco alla chiusura dell'ultimo capitolo, ma
continuavo a mantenere alta la mia attenzione: dovevo
terminare con qualcosa di memorabile. Anche se già
sapevo fin dall'inizio come sarebbe finita quella
storia, dovevo fare del mio meglio per potenziare al
massimo quell'idea, che covavo in corpo da mesi...
Dovevo superare me stesso! Trascorsi qualche ora sulle
ultime frasi; scrissi e cancellai, riscrissi e riprovai
di nuovo non so quante combinazioni! E nel frattempo mi
rendevo conto che stavo quasi ritardando ciò che ormai
era ineluttabile, ciò che avevo desiderato per
tantissimo tempo... Un sottile filo di nostalgia mi
stava avvinghiando ancora a quelle pagine, l'idea delle
prime battute, dei primi dialoghi del personaggio
principale... L'idea di tutte quelle emozioni, che il
mio stesso libro aveva contribuito a suscitare! Eccomi
all'improvviso all'ultima frase. Poche battute durate
un'eternità... E poi la FINE. Finito... In quel momento
ho sentito un peso scivolarmi dal petto e una strana
leggerezza pervadermi la testa, ancora lievemente
confusa per il netto cambiamento: avevo finito! Avevo
scritto un libro, il mio primo libro! Ricordo ancora la
mia povera prima stampante a getto d'inchiostro e la
risma di carta comprata per l'occasione: un'ora a
guardare le pagine del mio romanzo, quasi ipnotizzato
dal rumore ripetitivo della stampante... Ed ecco, che
quasi all'improvviso, il rumore si ferma e il silenzio
invade la stanza: la prima copia della mia opera è
pronta e la posso "sfogliare" in qualche modo. Non
importa se dovrò ancora rileggerla e correggerla cento
volte: intanto l'ostacolo più grande è stato superato!
TRASCORRONO UN PO' DI MESI...
Dopo
qualche mese di lavoro noioso, trascorso a rileggere ciò
che noi stessi abbiamo sudato per scrivere, ecco che il
nostro libro è davvero giunto al capolinea: è pronto, è
corretto, noi stessi siamo pronti! In questo momento non
desideriamo che farlo leggere ad altri esseri umani: il
solo pensiero ci eccita e ci stimola di nuovo a lavorare
ancora per la nostra opera, per diffonderla e per avere
un parere reale. Ora viene il bello!.... Ma ne siamo
proprio sicuri?... Questo è quanto pensano i neofiti,
che con un filo di angoscia iniziano a dibattersi tra
l'idea di farsi i fatti propri e lasciare il proprio
libro a casa, e l'idea di preparare un "pacchetto" e
lasciare che il proprio "figlio" prenda finalmente il
volo. Ma come fare? Cosa decidere?...
BISOGNA PRENDERE UNA DECISIONE
Spero mi sarà perdonata la franchezza. Io capisco
benissimo l'iniziale indecisione e le normali paure dei
giovani, ma non capisco cosa significhi farsi
un mazzo tanto
per poi lasciare il proprio libro ad ammuffire dentro un
armadio! "Si ma io volevo solo imparare a scrivere
bene!... Sai per un eventuale lavoro, oppure per...
ehm", o ancora: "Ma io ho scritto per tirare fuori il
mio vero Io, ma non mostrerei mai i miei pensieri alla
gente, mi vergogno!"... Mi sembra di sentire nelle
orecchie migliaia di vocine del genere, che tentano di
giustificare la propria immotivata timidezza. Ma dico
io, cari miei, se volevate imparare a scrivere, non
potevate pensare a leggere o a studiarvi un po' di libri
di grammatica o a eseguire qualche esercizio di
scrittura? Proprio un libro dovevate realizzare? E se
siete timidi, o volevate tirare fuori la vostra
interiorità, non facevate prima a scrivere al vostro
"caro diario"?... Per fortuna la stragrande maggioranza
di queste persone alla fine non realizza opere degne di
essere lette, ma poniamo il caso che tra queste ce ne
sia almeno una che è riuscita a comporre un capolavoro,
o quasi? Vi pare giusto che questo capolavoro sia
destinato a rimanere nell'oblio, insieme al proprio
autore, per la sola timidezza? per la sola vergogna e
paura di essere "giudicati"? La vita non va gettata via
sperperando il proprio tempo in azioni senza futuro! Il
mio consiglio è questo: se avete scritto un libro, lo
avete letto e corretto fino alla nausea, allora
PROPONETELO! Inviatelo a chi vi pare, ma fatelo leggere!
Ascoltate cosa hanno da dire gli altri, senza lasciarvi
coinvolgere troppo, ma almeno affrontate la vostra vita
di petto, da protagonisti! Non sprecate il vostro tempo!
Prendete il computer e iniziate a eseguire delle
ricerche mirate per trovare degli editori, perché di
editori ce ne sono tantissimi e tra questi figuratevi se
non ce n'é almeno uno disposto a pubblicarvi! Io posso
darvi la certezza assoluta che se il vostro libro non fa
letteralmente schifo, un editore lo troverete senza
nemmeno dover faticare troppo!
COME
CERCO UN EDITORE?
La
prima cosa che dovete fare è imparare a cercare e a
usare i vari motori di ricerca. Per esempio, smettetela
di usare delle chiavi di ricerca stupide come
"editori"... Ma cosa significa? Molti di voi già
sapranno come eseguire delle ricerche, ma io rimango
allibito nel constatare che altri non sanno far altro
che inserire paroline del genere! Cercate delle
combinazioni! Per esempio: "Pubblicare libro",
"Pubblicare inediti", "Pubblicare libro inedito",
"Elenco case editrici", ecc. senza inserire articoli, ma
solo le parole che ci interessano. E poi, esistono
diversi siti che si occupano di raccogliere degli
elenchi di casa editrici: potete consultare quelli. Non
ci vuole poi molto!
LA
SCELTA DEGLI EDITORI
Trovati
gli editori, dovremo cercare di escludere quelli che non
fanno al caso nostro: se abbiamo un romanzo da proporre,
perché proporlo a chi pubblica solo saggistica? Se
abbiamo scritto una raccolta di poesie, perché proporle
a chi non ha nemmeno una collana dedicata alla Poesia?
Insomma, basta un po' di criterio per non fare degli
errori di valutazione. Fatto questo, avremo comunque una
bella lista di editori... Con quale cominciare? Vediamo
per prima cosa di visitare i loro siti... Quello che
penso io è che se una casa editrice o non ha un sito, o
ha un sito brutto, fatto male... Non è una casa editrice
decente. Considerate solo che io sono un uomo che col
computer ci fa a pugni, eppure pare che un sito sono
riuscito a metterlo in piedi (almeno la vecchia
versione, ora sono stato aiutato!). Se un editore non è
capace di fare neanche questo, non oso immaginare che
tipo di grafica o pubblicità sarà capace di produrre. Mi
vengono i brividi solo a pensarci. Qualcuno potrà dirmi:
"Ma l'editore non deve essere un artista! Si occupa di
libri!"... Cacchio se lo deve essere invece! Siamo NOI
che ci occupiamo di scrittura, l'editore deve saper sì
gestire i propri libri, è vero, ma deve pure essere
capace di creare belle copertine, un design originale,
che salta subito all'occhio! Altrimenti vedremo il
nostro libro scadere nel prodotto mediocre che fa schifo
a tutti! Se poi l'editore non ha un sito web o ne ha uno
che un bambino della scuola primaria potrebbe far molto
meglio, in che modo riuscirà a diffondere le nostre
opere? Ormai le nostre possibilità sono su Internet!
Quindi attenzione agli editori non aggiornati! A questo
punto ecco che la nostra lista comincia a dimagrire:
come procedere? Che posso dirvi...? Qui due sono le
cose: o vi armate di pazienza e scrivete a tutti, oppure
scegliete quegli editori che maggiormente vi ispirano e
vi attirano. Anche il nome e il logo dell'editore sono
cose importanti! Immaginate il vostro libro pubblicato e
inserito in una delle collana degli editori che state
esaminando... "La mia opera pubblicata dalla casa
editrice Tal dei Tali, oppure dalla Pinco Pallino
editrice"... Cercate di proiettarvi nel futuro e di
capire con quale di questi editori vi piacerà avere a
che fare!
I
PRIMI CONTATTI CON GLI EDITORI
Ecco!Ho
scelto le case editrici alle quali voglio inviare la mia
opera! Come procedere? Innanzitutto armatevi di pazienza
e vedete un po' le varie modalità di presentazione e
spedizione delle opere offerte dai diversi editori.
Alcuni rimangono ancorati alle spedizioni normali, con
pacco, altri utilizzano degli indirizzi di posta
elettronica, altri ancora dei form o moduli on line...
Scegliete le modalità che più vi aggradano! Se non
volete spendere soldi meglio il formato elettronico, se
invece avete tempo da perdere stampatevi un po' di copie
del vostro libro e rilegatelo per bene. Fate come
volete, l'importante è che i vostri file o i vostri
stampati siano leggibili e semplici. Non serve
utilizzare un carattere particolare o formattare il
testo come se fosse già impaginato! Non perdete tempo in
questo, perché a queste cose ci penserà l'editore se vi
pubblicherà! Mettete tutti i vostri dati anche sulle
copie, e preparate buste e pacchetti postali... Il
viaggio comincia!
L'ATTESA...
Passeranno da un minimo di 3 settimane a un massimo di 6
mesi, prima che qualche editore si faccia vivo, e non è
detto che il responso sia positivo, sia chiaro! Poniamo
il caso che abbiamo inviato dieci pacchi a dieci diversi
editori... A chi dare più credito? A chi ci risponde
prima o a chi ci mette due secoli a degnarci di una
lettera o e-mail? Mi pare ovvio che editori troppo
intasati, ci farebbero passare i guai in fase di
pubblicazione, o perché sono male organizzati, oppure
perché risparmiano sul personale! Quindi, se un editore
ci risponde prima degli altri e ci dà un esito positivo,
cosa fare? Il mio modesto parere è quello di parlare con
l'editore in questione e ascoltare la sua offerta. Se è
un'offerta abbastanza buona, non me la sentirei di dire
che vale la pena rinunciare pur di attendere la risposta
di altri editori. Semmai potremo chiedere un po' di
tempo per riflettere, ma mai tirare troppo la corda!
Autori più bravi di noi esistono sempre, e può arrivare
in ogni momento un'opera migliore sulla quale l'editore
decide di puntare a nostro discapito. Chi glielo fa fare
ad aspettare? Bisogna ponderare bene le proprie scelte.
NON ESISTE UN SOLO TIPO DI
EDITORE...
CE NE SONO TANTI, MA SOLO
POCHI SONO RAGGIUNGIBILI
Per i non addetti ai lavori, un editore vale l'altro, o
quasi. Eppure non è così: esistono tanti tipi di realtà
editoriali, editori grandissimi, grandi, medio piccoli e
piccolissimi. Poi esistono gli editori a contributo e i
book on demand (che meritano un discorso a parte). Ecco
uno schema che riassume le principali categorie:
-
I GRUPPI EDITORIALI, OVVERO:
GLI INARRIVABILI: senza fare troppi giri di
parole... Sono case editrici grandissime, come
la Mondadori, che hanno accorpato, in un unico
gruppo, tanti altri grandi marchi editoriali.
Sono come squali divoratori di editori
indipendenti; come ne spunta uno che si afferma
sul mercato... ZAC! Arrivano loro e cercano di
comprare il nuovo marchio. Pubblicare con queste
case editrici è davvero difficile, direi
impossibile... Eppure solo con esse si riesce ad
avere davvero una buona visibilità, anche se non
è detto che pubblicare con la Mondadori, ad
esempio, renda famosi; delle migliaia di titoli
che pubblica di anno in anno, solo pochi sono
degni di nota, altri, seppure realizzano vendite
discrete, non raggiungono il grande pubblico e
tutte le librerie e/o supermercati. Insomma, visto
che pubblicare con questi editori è quasi
impossibile e che, anche una volta raggiunta la
pubblicazione con essi, il successo è tutt'altro
che scontato, è quasi più semplice darsi
all'Enalotto.
-
GLI EDITORI INDIPENDENTI
(GRANDI): Sono ottimi editori con un buon
potenziale. Hanno folti cataloghi e canali di
distribuzione spesso simili a quelli dei grossi
gruppi editoriali. Hanno sì meno visibilità,
tuttavia se la cavano egregiamente e hanno
conquistato una fetta di lettori e un posticino
nelle librerie, e talvolta anche nei
supermercati. Pubblicare con essi è già più
verosimile, ma non semplice, anzi. Molti nemmeno
prendono in considerazione gli esordienti, altri
ricevono manoscritti, ma selezionano in maniera
drastica e in tempi biblici.
-
GLI EDITORI INDIPENDENTI (DI
MEDIA GRANDEZZA): potenzialmente mirano a
percorrere la strada degli editori trattati
pocanzi, ma, per il momento, godono di una
visibilità molto minore. Tuttavia, hanno spesso canali
distributivi niente male, soprattutto in caso di
ordini diretti. Il più delle volte sono editori
di nicchia, quindi è difficile che trattino
tutti i generi. Pubblicare con loro può essere
possibile, ma non è facile individuarli, in
quanto non li troviamo quasi mai in libreria.
Anche in questo caso il "successo" è più un
miraggio che una possibilità.
-
GLI EDITORI INDIPENDENTI
(PICCOLI MA COMPETENTI): sono editori piccoli,
ma che
selezionano e curano il proprio catalogo nel
migliore dei modi; i loro prodotti sono di
ottima qualità, anche se non sempre perfetti.
Sono editori seri, ma con nessuna o poca
visibilità. Tirano a campare grazie a Internet e
agli ordini diretti, tuttavia il più delle volte
non hanno una distribuzione sufficiente (non per
loro colpa). Sono gli unici che possono darci
una concreta possibilità di pubblicazione, ma
non bisogna biasimarli se economicamente non ce
la fanno e possono pubblicare solo tramite
concorsi o comunque solo pochi titoli l'anno.
-
L'EDITORE PICCOLO E UN PO'
INCOMPETENTE, MA FORTUNATO: come sopra, ma con
competenze insufficienti. I suoi prodotti fanno
spesso pena (in nome del risparmio estremo), e
gli autori non vedono mai, o quasi mai, il becco
d'un quattrino per i propri diritti (dietro
scuse varie). Ce ne sono alcuni in giro, e forse
durano solo perché hanno la fortuna di incappare
in qualche autore carismatico di suo, che
insomma vive di luce propria e vende grazie alle
proprie iniziative e non grazie all'editore, che
quasi mai si fa carico della promozione. Non ha
distributori, e se li ha, vende comunque poco e
sempre gli stessi titoli. La sua fortuna è la
comunità che riesce a crearsi intorno: una
comunità che lo segue e che il più delle volte è
pagante (abbonamenti, quote associative, ecc.).
Se poi è uno scrittore prolifico, il tempo che
dedica agli altri autori ne risulta dimezzato: è
un egocentrico, e spesso ha altre fonti di
denaro. Si può provare a pubblicare con questi
editori ma... ne vale la pena?
-
L'EDITORE IDEALISTA E DEL
TUTTO INCOMPETENTE: è uno scrittore di scarso o
medio talento; ha girovagato presso una marea di
editori e, non trovando il fesso disposto a
pubblicarlo gratis, si è indignato nei loro
confronti, fino a decidere di crearsi una casa
editrice. Crea l'attività, inizia ad assaporare
le difficoltà che ci sono dietro la facciata
dell'editoria, ma non molla. Per andare avanti,
decide di fare a meno di grafici, correttori di
bozze e altri dipendenti: decide di improvvisare
e così realizza libri orrendi, che si sfasciano
in mano (stampandoli a basso costo presso un
amico o un tipografo economico); le sue
copertine e gli impaginati dei suoi libri sono
ancora più tremendi! Un obbrobrio che prende
vita attorno ai testi di poveracci inconsapevoli
che, pubblicano sì gratis, ma arrivano al punto
di vergognarsi del proprio libro, una volta che
lo hanno in mano. Questo editore/scrittore non
ha quasi mai distributori; si nasconde dietro le
questioni di principio e intanto non sa nulla
dei meccanismi che girano intorno al mondo
dell'editoria. Prende accordi diretti con 5/6
librerie e la cosa finisce là. Rimane un
mediocre e finisce per fallire miseramente poco
dopo, portandosi appresso i suoi Autori, che si
ritrovano di nuovo esordienti.
-
L'EDITORE A PAGAMENTO: In
questa categoria potremmo metterci di tutto,
semmai differenziando le case editrici per il
tipo di contributo economico richiesto. Partiamo
dalle case editrici per PAZZI. Queste hanno
l'ardire di chiedere cifre assurde, tipo 6000
euro, per pubblicare un libretto di 120 pagine;
non hanno nessun canale di distribuzione
capillare,
promozione quasi pari a zero. Logicamente
guadagnano sull'autore. Poi ci sono le case
editrici per SOGNATORI, che chiedono cifre meno
esose, intorno ai 2000 euro, ma con lo stesso
trattamento delle prime. Tra queste ce ne sono
alcune più o meno serie: quelle meno serie si
riconoscono in quanto si guardano bene dal far
sapere, sul sito, che chiedono un contributo;
quando parlano con l'autore lo illudono,
promettendogli un successo che, come abbiamo
visto, nessuna casa editrice può garantire!
Quelli più seri mettono, invece, le carte in
tavola da subito; dicono: "Ok, chiediamo un
contributo perché non copriamo le spese, però
non ti garantiamo il successo, ma semplicemente
che faremo del nostro meglio con i nostri
canali". Il problema si crea quando l'autore si
illude di raggiungere chissà quale traguardo con
questi editori (ma anche con quelli trattati più
sopra, sebbene non a contributo). Infine ci sono
gli editori a contributo per POVERI ILLUSI, che
semplicemente chiedono contributi più bassi, ma
a volte con meccanismi mentali che capiscono
solo loro e che sono fuori da ogni logica; ad
esempio: "Noi non chiediamo un contributo! Solo
che se l'autore non è disposto nemmeno a
comprarsi 50 copie per sé, vuol dire che non ha
intenzione di impegnarsi per pubblicizzare
l'opera, quindi non lo pubblichiamo!".
TIRANDO LE SOMME...
Io ho
avuto a che fare con alcuni di questi editori (sia
gratuiti che a pagamento). Il problema di quelli
gratuiti e competenti (gli altri li scarto a priori)
è che non ti pubblicano facilmente. Puoi provarci,
ma ciò comporta un dispendio di tempo non
indifferente e risultati non certi (spesso
fallimentari). Se invece desideri pubblicare per
forza, per motivi personali, per fare o farti un
regalo, per proteggere la tua opera dal plagio con
la pubblicazione, o per provare ad avere successo in
modo circostanziato e autonomo, a questo punto è
molto meglio un buon
BOOK ON DEMAND,
che non le case editrici a pagamento, descritte
sopra. Quanto meno non ti vincolano e non ti
impongono le loro cifre. Il resto dei servizi è
comunque variegato (a richiesta editing, grafica,
distribuzione, un minimo di promozione, ecc.) e
almeno è tutto nero su bianco, e se paghi un
servizio sei sicuro di riceverlo. Tra l'altro è la
soluzione più vantaggiosa anche economicamente
parlando (il costo è quello di stampa e non di
copertina, e i diritti d'autore riconosciuti sono
spesso altissimi rispetto agli editori a
contributo!).
IL
CONTRATTO DI EDIZIONE
Nel
momento in cui arriva il contratto a casa o via e-mail,
non vi resta che analizzarlo con attenzione. Secondo
quanto stabilisce la Legge sul Diritto d'Autore,
esistono alcuni elementi che non devono assolutamente
mancare:
-
Il
Contratto Editoriale può essere a "Edizione" o a
"Termine"; nel primo caso nel contratto deve essere
indicato chiaramente questo limite, altrimenti nel
secondo caso deve essere indicata la durata, che può
arrivare a massimo venti anni.
-
Nel
contratto deve essere indicato il numero minimo di
esemplari che si stima di stampare per ogni
edizione, (200 copie, 500 copie, 1000 copie, e così
via).
Il
numero di ristampe è libero, in quanto rappresenta un
discorso diverso da quello dell'Edizione che comporta
una revisione del libro, con nuovo codice ISBN. Nel
contratto l'Autore è obbligato solitamente a consegnare
l'Opera entro tempi stabiliti e in una forma idonea, ed
è inoltre obbligato a garantire il pacifico godimento
dei diritti ceduti. L'editore invece è obbligato a
riprodurre e porre in vendita l'opera col nome
dell'Autore, in forma anonima o con Pseudonimo deciso
nel contratto eventualmente dall'Autore. Altri elementi
obbligatori sono questi:
-
La
pubblicazione dell'Opera deve aver luogo entro il
termine fissato nel contratto e tale termine non può
comunque essere superiore ai due anni, decorrenti
dal giorno della consegna del file da parte
dell'Autore o della stipulazione del contratto, se
posteriore.
-
L'Autore ha il diritto di introdurre delle modifiche
prima della stampa, ma non di alterare la sostanza
dell'opera.
-
Il
compenso spettante all'Autore è costituito da una
percentuale sul prezzo di copertina degli esemplari
venduti, concordata nel contratto.
-
L'editore è obbligato a rendere conto annualmente
delle copie vendute.
-
Nel
contratto di edizione il prezzo di copertina è
fissato dall'editore, che comunque deve avvisare
l'autore, che può chiedere spiegazioni se il prezzo
aumenta in maniera tale da ledere i propri
interessi.
-
Se
l'opera non trova smercio sul mercato al prezzo
fissato, l'editore prima di svendere le copie o di
mandarle al macero, deve interpellare l'autore, il
quale può acquistare le copie a prezzo notevolmente
ridotto.
CONCLUSIONE
Concludo il mio discorso augurando a tutti buona
fortuna. Vogliate scusare la franchezza di certe mie
espressioni, ma fa parte del mio carattere essere chiaro
e conciso. Avrò forse turbato l'animo nobile di certi
giovani scrittori che sono convinti delle proprie
idee... Quello che voglio far capir loro è che ogni
tanto dovrebbero calarsi nei panni altrui e non
giudicarsi grandi scrittori prima ancora di aver fatto
nulla! La strada è molto lunga: bisogna investire,
lavorare, destreggiarsi nella massa per farsi notare, e
non starsene fermi nella proprie posizioni a vedere gli
anni volar via. Poi scrivere per voi stessi va anche
bene, quando si tratta di piccole poesie o raccontini,
ma se volete fare sul serio mettetevi in mente che non
potete rinunciare all'idea di pubblicare il vostro
libro, in un modo o nell'altro!
Anonimo 62 (dopo un lungo periodo senza sito!*)
* per
chi fosse interessato a conoscere le mie
vicissitudini... ebbene: ho creato il sito
www.pubblicarelibro.com circa 2/3 anni fa. Si, era molto
semplice, simile a questo ma peggiore, però avevo le mie
belle 100 visite giornaliere e ne andavo fiero! Poco
tempo dopo mi hanno chiesto di "dirigere" una piccola
rubrica nella rivista Bookland, cosa che non ho potuto
fare in maniera continuativa (per i miei impegni di
lavoro). Nel frattempo ho continuato a seguire il mio
siterello quando, una brutto giorno, ho scoperto che lo
avevano crakkato e reso, per me, irrecuperabile, visto
che non sapevo cosa fare. Tuttora non so chi si sia
impossessato del mio sito, ancora visibile su Google!
Per questo ho chiesto all'editore di Bookland,
Caravaggio, se poteva aiutarmi a creare un nuovo sito,
simile al vecchio... ed eccolo qua! |